venerdì 28 ottobre 2016

Okayama

Mercoledì 18 maggio 2016

Oggi niente sveglia all'alba per prendere il treno, oggi rimaniamo ad Okayama, ce la prendiamo comoda e facciamo un po' di foto "casalinghe."
Colazione tipica Giapponese:

che non ho avuto il coraggio di provare, sono sempre andata di pane e marmellata, qualche volta di pane formaggio e uova strapazzate...

Vista dalla nostra camera.

Il nostro hotel (avevamo una delle camere d'angolo)

A piedi raggiungiamo il Castello e il Signor Giardino.


Il Korakuen è una location perfetta per servizi fotografici


ci sarei rimasta volentieri tutto il giorno!
Ma decidiamo di visitare il Quartiere Storico di Bikan nella vicinissima Kurashiki.
Ci arriviamo con un trenino....



A Bikan sperimentiamo piatti tipici di cui ignoriamo il nome:






Ci imbattiamo anche in una troupe televisiva...



Mi sei piaciuta Okayama, mi spiace solo non aver visto il giardino illuminato di sera.
Come si fa a non amare un posto che ha di questi tram?




lunedì 17 ottobre 2016

Mangiare ad Okayama

Il bellissimo e profumatissimo Hotel ci ha messo a disposizione un elenco di Ristoranti consigliati nelle vicinanze e noi siam ben lieti di provarne qualcuno.

La prima sera tocca il Teppan-Ku-ya, dove mangiamo della carne e beviamo della birra; il locale è buio e purtroppo non ho foto del cibo.


Non ricordo molto altro, evidentemente non mi ha colpito particolarmente. Qui però scopro come i Giapponesi ripongono le borse: non avendo quasi mai sedie con lo schienale non si possono appendere lì... la sto per attaccare al muro assieme alla giacca quando una cameriera arriva con una borsa in corda da tenere sotto il tavolo con dentro la borsa!

La seconda sera proviamo il "RISTORANTE GIAPPONESE" quello che è come devono essere, quello che ci ha preso il cuor....
Cuoco e Signora non parlano Inglese; non hanno nemmeno il menu in Inglese...


In qualche modo ci capiamo e io vado sulla "sicura" Tempura


P si butta a pesce su sushi e sashimi





La Signora cerca in tutti i modi di spiegarci cosa mangiamo, a un certo punto va su internet a cercarci il nome dell'alga tagliata a julienne... Grazie per la buonissima cena e la bellissima esperienza 



(conto di 9000 yen, il doppio di ieri -  con 2 birre e un sake - ma assolutamente meritati)
Come si chiama?
"potrebbe" essere Hachimonji, cercato poi su Internet a Torino, perchè non avevano il biglietto da visita e non abbiamo lo scontrino....

La terza sera siamo attratti da un locale che cucina... Tapas!
Ci passiamo davanti per andare e venire dalla stazione ed è sempre pieno; uno dei cuochi - tutti giovani-  ha i capelli biondo platino, non possiamo non provarlo. Stasera scopro che nei locali "aperti" (quasi dei dehors) si fuma al tavolo, cioè al bancone... mannaggia! non siamo più abituati al fumo!
Il cibo è buono, ma il pane è "razionato" e le porzioni non sono quelle che servono a Minorca...

L'ultima sera vinciamo la tentazione di tornare dai nostri "amici" per provare altro e finiamo a mangiare ancora tempura e sushi con una "pazza fumatrice" (ma come, si fuma anche al chiuso?!) che parla parla... Saranno le birre che tracanna ma è molto spigliata e a un certo punto fa assaggiare a P il Suo uramaki!
Abbiamo capito che ad Okayama sono gentili e aperti con i turisti.



venerdì 30 settembre 2016

la foto del mese, settembre






Dal 5 al 12 settembre sono stata al mare, a Diano Marina, e mi son goduta ogni minuto di sole, mare e spiaggia. 
Avessi avuto un po' più di fondi (e niente suocera ricoverata) sarei tornata ogni week end!
Quest'anno sto trovando duro lasciare andare l'estate, che non mi piace quando è caldissima, ma quando è sui 25 gradi è fa-vo-lo-sa. Potevo diventare nerissima e biondissima grazie al sole e al sale (e poi le onde mi han lisciato la cellulite! )


martedì 27 settembre 2016

Prefettura di Shimane

Martedì 17 maggio

Grande Totoro, dacci anche oggi il nostro Shinkansen quiotidiano e saremo felici, poi aggiungi un treno locale e un giro in barca e saremo al settimo cielo.





Oggi andiamo a Nord, in giro per la Prefettura di Shimane, a vedere "il santuario più antico del Giappone"

Più vecchio? Maddai!
(chi ha letto in Viaggio con Buddha mi capisce....)


La guida dice che:
Izumo-Taisha è costituito da diversi edifici tra cui il santuario principale, classificato Tesoro nazionale, datato 1744; si accede tramite un ampio viale fiancheggiato da pini maestosi. La sua porta, O-torii, è la più grande esistente in Giappone, ornata da una gigantesca treccia rituale di paglia di riso (uno shimenawa), di 13 metri di lunghezza, 9 metri di circonferenza massima per un peso di 3 tonnellate.

Imponente è imponente



Ad ottobre (del calendario lunare), tutte le divinità dello scintoismo si riuniscono nei due grandi edifici rettangolari dell’Izumo-Taisha. È per questa ragione che ottobre è chiamato "il mese senza dèi" in tutto il Giappone, fatta eccezione per Izumo, dove è chiamato "il mese degli dèi".





A me è piaciuta l'atmosfera religiosa che si respira nei viali.




Rientriamo a Matsue per fare il giro del lago in barca.
Usciti dalla stazione ci dirigiamo verso il punto di partenza del giro e arriviamo in banchina in tempo per vedere il battello allontanarsi. Prossima partenza tra un'ora.
Evidentemente abbiamo l'aria affranta perchè dal "gabbiotto" esce un giapponese (uguale a Bud Spencer) che si offre di portarci all'attracco successivo.
E così facciamo un giro su un Suv guidato da un Jap doc che conosce Torino.
"Olympicu Games!"
(sìì, tiè Milano! conoscono Torino!)

                   (ok, se non ci accompagnava avrebbe perso 2 dei 4 partecipanti al giro...)


E rileggendo i depliants di Matsue ci accorgiamo che forse era più bello fare il giro dei Canali invece che del Lago... Vabbè, la prossima volta.

Abbiamo ancora un'oretta di tempo e decidiamo di andare al Castello.



Sempre la guida dice che:

Costruito nel 1611, il castello, simbolo della città, è un ottimo esempio di fortezza difensiva, più che una casa signorile. Dalla torre a cinque piani, ricostruita nel 1642, si può godere di un ampio panorama che comprende il lago Shinji e il monte Daisen. Su una parte dei terreni circostanti il castello sorge il parco Jozan
  • A pochi minuti a piedi dalla fermata dell’autobus Kencho-mae (a 10 minuti dalla stazione di Matsue).

Confermo i 10 minuti.
Siamo infatti  all'ultimo dei 5 piani quando guardo l'ora: 17.30; mmm ma il treno a che ora parte?
"17.45"  Dice angelico il mio Lui.
"Dai, prendiamo un taxi e ce la facciamo" continua.
O_o  ma non scherzare! 5 piani di scale in discesa, recuperare le scarpe, recuperare un taxi, farci capire...... correre al binario...

Nonostante il mio pessimismo ce la facciamo.
Devo ripetermi che "Siamo in Giappone!"  tutto è possibile.








giovedì 1 settembre 2016

la foto del mese, agosto

Il giorno più bello di agosto: gita di un giorno ad Usseaux.
Il resto del mese dimentichiamolo và.....


giovedì 25 agosto 2016

Pagoda d'oro



Lunedì 16 maggio.

Ultimo giorno a Kyoto, nel pomeriggio prenderemo il treno per Okayama, ma non possiamo andarcene senza aver visto il Kinkaku-ji.
Perchè?
Beh, vedere le foto sotto....










".. il complesso circondato da un magnifico giardino fu costruito nel 1397 come villa per lo Shogun Ashikaga Yoshimitsu. Alla sua morte, il figlio lo trasformò in un tempio Zen della scuola Rinzai.
Il Padiglione d’oro di Kyoto (Kinkaku-ji in giapponese) prese fuoco due volte durante la guerra degli Ōnin. Il 2 luglio del 1950 Hayashi Yoken, monaco novizio di 22 anni, lo incendiò. E subito dopo cercò di togliersi la vita.
Ricostruito nel 1955 e ristrutturato nel 1987 subì nuovi lavori al tetto nel 2003" 

Così bello da essere finto?
Giardino troppo perffetto?
Non importa..... ci pensano le scolaresche in gita a portare un po' di vita.


Riprendiamo il bus (oggi abbiamo fatto il One day pass bus) e andiamo a vedere da fuori il Palazzo Imperiale (non abbiamo prenotato la visita) e da fuori non si capisce un gran che...


Camminiamo un po' (ma va??) per tornare in stazione e così ci imbattiamo in Tempio carinissimo:


Poi inizia anche a piovere e ci rifugiamo all'Higashi-Honganji Temple


Pioggia che ci accompagna lungo il viaggio e ci accoglie ad Okayama.
Non ci siamo portati l'ombrello dall'Italia, solo cappelli da pioggia, arriviamo quindi belli zuppi all'Hotel Koraku; ma per fortuna la stanza è fa-vo-lo-sa: abbiamo i servizi separati dalla sala da bagno, abbiamo un grande armadio e un divanetto, domani scopriremo anche una vista interessante su un bell'incrocio.